In alcune stanze della Casa Vaccà Berlinghieri è ospitato un Museo dedicato alla storia della famiglia che contiene numerose testimonianze dell'epoca: oggetti di uso comune, ferri chirugici, mobili e libri antichi, diplomi originali e ritratti.

Il più importante esponente della famiglia fu Andrea Vaccà Berlinghieri (1772-1826) eccellente chirurgo e accademico di grande fama. Nel settembre del 1788, Andrea, di appena sedici anni, e il fratello Leopoldo, ventunenne, lasciano la casa paterna e la provincia toscana, e partono per Parigi, dove intendono perfezionare gli studi.

Il padre Francesco, medico illustre e docente all’Università di Pisa, chiamato dai contemporanei l’Ippocrate Toscano, li aveva inviati a Parigi perché ampliassero la propria cultura scientifica e si specializzassero in medicina.

Leopoldo, appena laureato, e Andrea, ancora studente, entrano in contatto con il mondo della scienza e della cultura francese e ne rimangono affascinati. I due fratelli si interessano anche alle vicende politiche, si avvicinano alla cultura illuminista e si appassionano agli ideali rivoluzionari di libertà, uguaglianza e fratellanza.

Nel 1799 Leopoldo si arruola nell’Esercito Francese e intraprende la carriera militare al fianco di Napoleone, partecipando a numerose campagne, tra cui quella del Portogallo, testimoniata da un diario. Duramente provato dai disagi della vita militare, muore di tubercolosi nel 1809, a 42 anni.

Andrea, pur continuando a manifestare ideali giacobini, si dedica totalmente alla professione medica. Insegna all’Università, scrive numerosi trattati, diventa il medico di fiducia del Granduca di Toscana e di altri importanti personaggi, entra in contatto con le personalità più originali e anticonformiste dell’epoca, come Madame de Stael, Lord Byron, Percy Bysshe e Mary Shelley.

Nel 1820 Andrea decide di realizzare un monumento in memoria del padre, e fa costruire a Montefoscoli un tempio in stile neoclassico di ispirazione pagana. Si tratta di una costruzione molto particolare, di pregevole fattura, ricca di elementi decorativi e di suggestioni fortemente simboliche, che esiste tuttora, ben conservata.

Andrea muore nel 1826 a 54 anni, all'apice della carriera e della fama.

E' sepolto nel Cimitero Monumentale di Pisa, dove riposa anche il padre Francesco.